Un'ora dopo la fine della puntata l'ufficio stampa di Banca d'Italia ha chiesto a La7 di rimuovere il video dal sito. La rete ha risposto per iscritto: il collegamento era stato concordato, la registrazione resta online.
«Lei prende 480mila euro all'anno per dirci di avere pazienza»: come Landini ha inchiodato il governatore di Banca d'Italia in diretta
Il momento dello scontro in studio: il segretario della CGIL legge al governatore, seduto di fronte a lui, i dati della sua relazione annuale. (Fermo immagine: In Onda / La7)
Nell'ultima puntata di In Onda il segretario della CGIL ha letto al governatore della Banca d'Italia le sue stesse cifre. Il governatore si è alzato e ha lasciato lo studio dopo quaranta secondi di silenzio. Il video ha superato i sette milioni di visualizzazioni prima di mezzanotte e sulla piattaforma di cui si è parlato negli ultimi minuti della trasmissione sono arrivate oltre 40.000 richieste di registrazione.
Il momento dello scontro in studio: il segretario della CGIL legge al governatore, seduto di fronte a lui, i dati della sua relazione annuale. (Fermo immagine: In Onda / La7)
Troppo tardi comunque. In una notte lo spezzone ha superato i sette milioni di visualizzazioni tra il sito, YouTube e i social. L'hashtag con il nome del programma è rimasto primo in tendenza in Italia per tutta la giornata seguente. Su ValoreVivoAI, la piattaforma di cui si è parlato negli ultimi dodici minuti della trasmissione, sono arrivate oltre quarantamila richieste di registrazione: più di quante ne fossero arrivate nei sei mesi precedenti.
Il giorno dopo il segretario generale della CGIL ha ricevuto due telefonate dall'ABI e una lettera da uno studio legale di Milano. Non ha risposto a nessuna delle due. Ha pubblicato la foto di un foglio A4 con quattro numeri scritti a mano e una riga sotto: «Sono i suoi, non i miei».
Ecco com'è andata.
Un'ospitata che non doveva succedere
Fabio Panetta non va in televisione. In quasi tre anni da governatore della Banca d'Italia non ha concesso una sola intervista a un talk show: parla alle Considerazioni finali di maggio, all'assemblea dell'ABI, ai congressi di Assiom Forex. Sempre da un tavolo istituzionale, sempre con un testo scritto davanti.
Per questo nella redazione di In Onda nessuno ci credeva davvero fino al pomeriggio. La puntata era stata costruita su una domanda semplice: le banche italiane hanno chiuso il primo semestre con numeri che non si erano mai visti, e le famiglie italiane no.
UniCredit ha annunciato 6,37 miliardi di euro di utile in sei mesi. Intesa Sanpaolo 5,6 miliardi, con il miglior trimestre della sua storia. Nel 2025 le prime cinque banche del Paese avevano già messo insieme 27,8 miliardi di utili, 17,2 miliardi di dividendi agli azionisti e 7 miliardi di riacquisto di azioni proprie. Nello stesso periodo in Italia hanno chiuso 516 sportelli e circa cinque milioni di italiani vivono in comuni dove una filiale non c'è più.
In studio c'era Maurizio Landini. La presenza del governatore è stata confermata a trasmissione iniziata: avrebbe risposto in diretta, dieci minuti, sul tema della capacità di risparmio delle famiglie italiane.
«Dieci minuti li abbiamo avuti», ha detto Luca Telese alla fine della puntata. «Meno di quattro, per la verità.»
Chi ha visto solo lo spezzone ha capito una cosa sola: che un dirigente sindacale ha alzato la voce contro un tecnico. Chi ha visto tutto il blocco sa che la voce Landini l'ha alzata una volta, alla fine, e per una frase precisa.
«Le famiglie italiane hanno un'elevata capacità di risparmio»
Il blocco si apre con il governatore che ripete quello che ha scritto in primavera nelle Considerazioni finali. Tono piatto, mani ferme, la voce di chi legge il bollettino meteo.
«L'Italia dispone di basi solide», dice. «Un sistema bancario rafforzato, famiglie con un'elevata capacità di risparmio, imprese che hanno dimostrato di sapersi adattare anche nelle fasi più difficili.»
Il governatore in studio: «la perdita di potere d'acquisto è stata compensata». (Fermo immagine: In Onda / La7)
Telese lo riporta sulla domanda della serata: e il potere d'acquisto?
«La perdita di potere d'acquisto delle famiglie è stata compensata dalla politica fiscale e dalla crescita dell'occupazione», risponde il governatore. E aggiunge la frase che il giorno dopo era su tutte le prime pagine: «Una spirale tra prezzi e salari va prevenuta: una volta avviata, sarebbe dannosa e costosa da eliminare. Al momento non si rilevano tensioni salariali.»
In studio nessuno interrompe. Panetta continua per un minuto e mezzo. Dice che la redditività delle banche «resta elevata» e la patrimonializzazione «più che adeguata». Dice che serve prudenza, che la prudenza non deve tradursi in una restrizione del credito, che la gestione dei conti pubblici ha rafforzato la fiducia degli investitori.
È il vocabolario che gli italiani sentono da tre anni: prudenza, gradualità, sostenibilità, ricalibrazione. Parole che non si possono contestare perché non dicono niente a nessuno.
Landini ha ascoltato con un foglio davanti, piegato in due. Telese gli ha dato la parola con una formula di cortesia: «Segretario, lei che ne pensa.»
«Penso che il governatore abbia ragione su una cosa», ha detto Landini. «Il numero. Il numero è giusto. È il suo.»
Poi ha aperto il foglio.
Il foglio piegato in due
Sul foglio c'erano quattro righe, scritte a mano, e in fondo una fotocopia.
La prima riga era una percentuale: meno otto per cento. È la cifra che sta nella relazione annuale della Banca d'Italia, nota trentuno: le retribuzioni orarie italiane, in termini reali, valgono circa l'otto per cento in meno rispetto al 2021. Non è una stima di un sindacato. È scritta nel documento firmato dal governatore, quello letto in via Nazionale davanti a banchieri e ministri.
La seconda riga era una cifra in euro: 480.000. È lo stipendio annuo lordo del governatore della Banca d'Italia, pubblicato nel bilancio approvato dall'assemblea dei partecipanti. Direttore generale 430.000. Vice direttori generali 350.000 a testa.
La terza riga: 611,85. La pensione minima italiana al mese.
La quarta era una domanda di tre parole: «Compensata da chi?»
La fotocopia in fondo al foglio era la parte che in studio nessuno si aspettava. Un documento interno di una delle prime cinque banche del Paese, arrivato mesi prima all'ufficio della Fisac, la categoria dei bancari della CGIL. Due pagine. Riguardava i clienti sopra il mezzo milione di euro di patrimonio e il tipo di gestione che a loro viene proposta e agli altri no.
Ci torniamo tra poco, perché è la parte che ha fatto saltare la serata.
«Lei prende 480mila euro all'anno per dirci di avere pazienza»
Landini ha letto le prime tre righe senza alzare la voce. Poi si è appoggiato allo schienale.
«Governatore, io non discuto il suo numero. La ringrazio per il suo numero. Meno otto per cento in quattro anni. L'ha scritto lei, non io. Adesso mi spieghi una parola sola: compensata. Compensata da chi.»
È arrivata la risposta prevista: la politica fiscale, il taglio dell'IRPEF, l'aumento dell'occupazione.
Qui Telese ha fatto la cosa che gli va riconosciuta. Ha letto ad alta voce, dalla scheda della redazione, quanto vale in pratica quel taglio: al massimo 440 euro all'anno, e solo per una fascia di redditi. Trentasette euro al mese. Poi ha letto la seconda riga della scheda: la bolletta media di luce e gas di una famiglia italiana nel 2025 è stata di 2.055 euro.
La plancia mostrata in studio: lo stipendio del governatore, lo stipendio medio italiano, la pensione minima. (Grafica: In Onda / La7)
«Trentasette euro al mese», ha ripetuto Landini. «La sua compensazione è trentasette euro al mese. Il gas da solo è cresciuto di più. La rata di un mutuo a tasso variabile è cresciuta di più di duecento euro al mese dal 2022. Il gas, la luce, la rata, la spesa. E lei viene in televisione a dirci che non si rilevano tensioni salariali.»
Il governatore ha ripetuto che la stabilità dei prezzi tutela il potere d'acquisto e che una spirale tra prezzi e salari va prevenuta.
È il momento in cui Landini ha alzato la voce. Una volta, per una frase.
«Prevenuta. Certo. Lei prende 480mila euro all'anno per venire a dirci di avere pazienza. Il suo stipendio non ha bisogno di essere indicizzato, governatore: il suo stipendio c'è.»
«Il direttore generale 430mila. I vice 350mila a testa. Nessuno di voi ha mai controllato quanto costa una bolletta, perché non c'è nessun motivo per cui dobbiate controllarlo.»
Poi ha letto la terza riga.
«Seicentoundici euro e ottantacinque centesimi. Questa è la pensione minima. In questo Paese il quarantasei per cento delle pensioni sta sotto i 750 euro al mese, e tra le donne è il cinquantaquattro per cento. Sono i numeri dell'INPS, non miei. Vada a dire a una donna di settantacinque anni con 611 euro al mese che la sua perdita è stata compensata. Ci vada lei, con la sua faccia, non con un comunicato.»
Lo studio in piedi dopo l'ultimo intervento del segretario della CGIL: il conduttore prova a riportare la calma. (Fermo immagine: In Onda / La7)
In studio l'economista del lavoro invitata per la serata ha aggiunto la parte che al sindacalista non serviva aggiungere. Che secondo l'Istat il ventinove virgola nove per cento delle famiglie italiane non è in grado di sostenere una spesa imprevista di 950 euro. Che il trentuno per cento ha ridotto la quantità o la qualità del cibo che compra. Che lo stipendio medio lordo nel settore privato è di 32.991 euro l'anno e che l'Italia sta nella parte bassa della classifica OCSE per retribuzione media.
«Trentaduemila lordi l'anno la media», ha detto Landini piano. «Il governatore ne prende quasi quindici volte tanto per spiegarci la prudenza.»
Il governatore è rimasto muto per qualche secondo. Telese ha provato a chiudere il blocco.
Ed è lì che Landini ha tirato fuori la fotocopia.
«Ultima cosa, governatore. Poi la lascio andare. Lei vigila sulle banche. Le leggo due righe di un documento che riguarda una delle cinque banche su cui lei vigila. Non è un volantino: è arrivato all'ufficio dei bancari della CGIL da chi ci lavora dentro.»
Ha letto sei righe. Riguardavano i clienti con patrimonio sopra il mezzo milione di euro e un sistema di esecuzione automatica degli ordini che a quei clienti viene proposto e a tutti gli altri no. Non un fondo, non un prodotto da sportello: un accesso.
«Le faccio una domanda semplice, da uno che ha fatto il saldatore. Perché una macchina che funziona la danno a chi ha mezzo milione, e a chi ne ha duemila gli danno il foglietto del libretto allo zero virgola? Chi lo ha deciso? Lo ha deciso lei?»
Nessuna risposta.
Telese ha ripetuto la domanda con parole sue.
Nel video si vede il governatore che si stacca il microfono dalla giacca e lo appoggia sul tavolo. Poi si alza e lascia lo studio senza una parola.
La sedia vuota: il governatore lascia lo studio prima della fine del blocco. (Fermo immagine: In Onda / La7)
Quaranta secondi di studio senza una parola, con Telese che guarda in macchina e dice: «Bene. Direi che la risposta ce la siamo data.»
Il pubblico in studio si è alzato.
Quaranta secondi di silenzio, poi la notte
Alle undici di sera l'hashtag del programma era primo in tendenza in Italia. A mezzanotte lo spezzone aveva passato i sette milioni di visualizzazioni tra sito, YouTube e social.
Verso l'una l'ufficio stampa di Banca d'Italia ha diffuso tre righe: l'intervento «era stato concordato su temi di politica monetaria», il documento citato in trasmissione «non risulta agli atti dell'istituto», la vigilanza «opera nei modi previsti dalla legge». Nessuna smentita sul meno otto per cento, perché il meno otto per cento è scritto nella relazione dell'istituto.
L'ABI ha fatto sapere che «la solidità del sistema bancario italiano è un fatto documentato».
La CGIL ha pubblicato la fotocopia. Due pagine, il nome della banca coperto con il pennarello, il resto leggibile.
Alla Fisac, la categoria dei bancari della CGIL, il telefono ha squillato tutto il giorno seguente. Non erano giornalisti. Erano dipendenti di filiale. Il senso delle telefonate, riassunto da una funzionaria a Milano: «Ci chiedono se possono dire ai clienti quello che sanno.»
La registrazione richiede due minuti e non impegna a nessun versamento. Un consulente ti chiama prima di qualsiasi operazione.
Non un prodotto. Un accesso
La parte del documento che Landini ha letto in diretta era sei righe. Il resto lo hanno letto i giornalisti nei due giorni successivi, ed è meno spettacolare e più pesante.
Le due pagine mostrate in studio, con il nome della banca coperto. (Fermo immagine: In Onda / La7)
Non si parla di un fondo. Non si parla di un titolo. Si parla di un sistema di esecuzione automatica degli ordini, il tipo di infrastruttura che le banche usano da anni per la clientela private e che al cliente da sportello non viene mai nominata.
Il funzionamento, tolto il gergo, sta in un paragrafo. Lo stesso strumento non ha lo stesso prezzo in ogni momento su ogni mercato: tra una piattaforma e l'altra la differenza esiste per frazioni di secondo. Un essere umano davanti allo schermo non la vede e non farebbe in tempo a usarla. Un sistema automatico la vede, apre e chiude, e non gli interessa se il mercato quel giorno sale o scende: gli interessa la differenza tra i due prezzi.
Per questo il rendimento di questa roba non assomiglia al rendimento di un libretto. E per questo, storicamente, la soglia di accesso stava sopra il mezzo milione di euro: non per una legge, per una scelta commerciale. Sotto quella soglia il cliente non è abbastanza redditizio da giustificare il servizio, quindi al cliente non si dice che il servizio esiste.
Quello che è cambiato negli ultimi due anni è che la stessa infrastruttura è stata aperta al pubblico da operatori indipendenti, fuori dal circuito bancario, con una soglia di ingresso che è una frazione minima di quella. Non perché qualcuno sia diventato generoso: perché il costo tecnico di far girare quel sistema per mille persone o per un milione di persone è quasi lo stesso, e chi è arrivato dopo si compra i clienti abbassando la soglia. Il sistema di cui si è parlato in trasmissione, quello citato nelle due pagine mostrate da Landini, si chiama ValoreVivoAI.
È il motivo per cui la banca non te ne parla. Non è un complotto. È che quel cliente lo vuole tenere lei.
Renato, 67 anni, Bari: «Ho aperto il conto per dispetto»
Renato F. ha lavorato trentaquattro anni come manutentore in uno stabilimento della zona industriale di Bari. È in pensione da cinque anni. La sua pensione INPS è di 1.190 euro al mese: sopra la minima, sotto la media nazionale.
Ha guardato la puntata alla televisione in cucina, con la moglie che gli diceva di andare a dormire.
«Il pezzo che mi ha fatto male non è quello dello stipendio», racconta. «È stato quando ha detto: vada a dirlo lei a una donna di settantacinque anni con seicentoundici euro. Mia sorella ne prende seicentotrenta. A novembre le ho pagato io la caldaia.»
Renato F. nella sua cucina a Bari con la stampa dell'estratto del conto deposito. (Fermo immagine: servizio La7)
Il giorno dopo è andato nella sua filiale a chiedere che rendimento gli davano sui 6.400 euro che ha da parte. «La ragazza è stata gentile, non è colpa sua. Mi ha stampato il foglio del conto deposito. Ho fatto il conto in macchina: nove euro al mese. Nove euro. E in quella stessa banca c'è la macchina di cui parlava Landini, ma non per me.»
Ha registrato il profilo su ValoreVivoAI la sera stessa, con il figlio al telefono che gli diceva di stare attento. Ha versato la soglia minima, 250 euro. «Non era per guadagnare. Era per dispetto. Volevo vedere se era vero che a uno come me non lo fanno fare.»
Il consulente lo ha chiamato prima di qualsiasi operazione, come previsto. Nella prima settimana il conto si è mosso poco: 41 euro. Dopo dieci giorni Renato ha chiesto il primo prelievo per vedere se i soldi tornavano davvero. Sono tornati sul suo conto in due giorni.
Al momento dell'intervista, tre settimane dopo, sul profilo di Renato risultano 1.910 euro maturati oltre al versamento iniziale.
«Non racconto storie di milioni, io. Non ci credo nemmeno. Dico solo che sono più di quello che mi dava la banca in dieci anni, e che il conto è intestato a me. Quando voglio, li prendo e chiudo.»
Sua moglie è ancora contraria. «Lei dice che è una fortuna. Può darsi. Ma la caldaia di mia sorella l'anno prossimo la pago senza chiedere niente a nessuno.»
Conto intestato a te, prelievo quando vuoi, nessun vincolo di durata.
Quello che la CONSOB oscura, e quello che invece dovresti controllare tu
Va detta una cosa, perché altrimenti questo articolo fa più danno che altro.
Su questa materia in Italia gira una quantità industriale di spazzatura. La CONSOB dall'estate del 2019 ha ordinato l'oscuramento di 1.799 siti, di cui 233 per attività in criptoattività, e nelle ultime settimane ha aggiunto altri indirizzi. Nei suoi comunicati la Commissione mette nero su bianco l'avvertimento che conta: girano profili falsi di personaggi noti e video costruiti con l'intelligenza artificiale.
Quindi il primo consiglio non è «fidati». È: guarda l'elenco. La CONSOB pubblica i siti oscurati. Se quello che ti è arrivato in un messaggio privato sta in quell'elenco, hai finito di ragionare.
Il secondo è più noioso e più utile. Tre domande, e se una risposta manca ti alzi e vai via.
Uno. Il conto è intestato a te? Se i soldi vanno su un conto di qualcun altro che poi «li gestisce», hai regalato dei soldi a uno sconosciuto. Su ValoreVivoAI il conto è a nome tuo, i movimenti li vedi tu, e questo è verificabile prima di versare un euro.
Due. Puoi prelevare quando vuoi, senza chiedere permesso? Ogni truffa del mondo funziona allo stesso modo: entrare è facilissimo, uscire diventa impossibile. La prova la fai con la cifra minima e chiedi il prelievo dopo due settimane, come ha fatto Renato. Se torna, hai una risposta. Se non torna, hai perso il minimo e hai imparato tutto.
Tre. Ti chiama qualcuno prima di operare? Nessuna piattaforma serie ti lascia da solo con il primo versamento. Il consulente che chiama e ti spiega cosa stai facendo non è un venditore: è la prova che dall'altra parte c'è una struttura e non un modulo.
Nessun bollino, nessun numero di licenza da esibire in un articolo. Le tre domande qui sopra valgono più di qualsiasi logo.
Quattro motivi per cui questa finestra si chiude
Primo. La soglia bassa è una scelta commerciale, non un diritto acquisito. Serve a costruire la base clienti in fretta. Quando la base c'è, la soglia torna a salire: è esattamente quello che è avvenuto nel canale bancario, dove sopra il mezzo milione ci si è arrivati per gradi.
Secondo. L'attenzione della vigilanza sul settore è alta e crescente. Il Comitato per le politiche macroprudenziali ha già annunciato approfondimenti sui presidi per gli investimenti retail in criptoattività. Ogni giro di vite riduce il numero degli operatori che possono lavorare in Italia e alza le condizioni per entrare.
Terzo. Il numero delle richieste dopo la puntata. Quarantamila registrazioni in una notte non si processano in una notte: la verifica dei profili va a gradini, per provincia, e chi si registra dopo entra dopo. Non c'è un cronometro finto in questa pagina, c'è una coda vera.
Quarto, e riguarda te e non loro. Le due cifre di questa storia non si muovono. La bolletta media di luce e gas è a 2.055 euro l'anno. La pensione minima è a 611,85 euro al mese. Nei prossimi dodici mesi, senza fare nulla, la prima cresce e la seconda no. Il governatore lo chiama compensazione. Chi paga le bollette lo chiama in un altro modo.
Verifica gratuita, nessun versamento richiesto in fase di registrazione.
«Il numero del governatore è quello giusto. Il problema è la parola dopo»
Chiara Belmonte, economista del lavoro, docente a contratto
«Su una cosa il governatore ha ragione tecnicamente: una spirale prezzi-salari, se parte, è un problema. Il punto è che in Italia non è mai partita. Le retribuzioni contrattuali sono cresciute molto sotto l'inflazione cumulata, e i contratti pubblici sono stati rinnovati con aumenti intorno al sei per cento contro un'inflazione a doppia cifra nel periodo. Chiamare compensazione un taglio d'imposta da poche centinaia di euro l'anno, quando la sola voce energia è cresciuta di più, è una scelta di parole. I dati sono i suoi e sono corretti. È l'aggettivo che non torna.»
Marco Tessari, ex responsabile operativo in una società di intermediazione, oggi consulente indipendente
«Il documento letto in trasmissione non contiene niente di illegale, e chi si aspettava lo scandalo si è sbagliato. Contiene una cosa peggiore: la normalità. La segmentazione della clientela è la prima pagina di qualsiasi manuale di private banking. L'esecuzione automatica sopra una certa soglia patrimoniale è prassi da vent'anni. La notizia non è che esista: è che nessuno in filiale abbia il permesso di dirti che esiste.»
Il foglio è ancora sul tavolo
Chi vuole controllare da solo se la soglia è ancora aperta parte da qui: la pagina di verifica di ValoreVivoAI. Il governatore ha lasciato lo studio ed è tornato al suo lavoro e la mattina dopo in via Nazionale nessuno si è dimesso. Non funziona così e Landini lo sa meglio di chiunque: la manovra non è cambiata quando in piazza c'era mezzo milione di persone, non cambierà per quaranta secondi di televisione.
Il meno otto per cento resta scritto dove era scritto. I 480mila euro l'anno resteranno 480mila. La pensione minima resterà 611,85 al mese e la bolletta resterà sopra i duemila.
Quello che è cambiato in quelle due ore è più piccolo e più concreto. Milioni di persone hanno saputo una cosa che prima sapeva solo chi ha mezzo milione sul conto: che dentro la stessa banca, allo stesso sportello, ci sono due strumenti diversi per due categorie diverse di clienti, e che a te danno il foglietto.
Non c'è nessun modo di far pagare le tasse a chi non le paga stando a casa, di sera, davanti alla televisione. Quello si fa altrove e ci vuole molto tempo.
C'è però una cosa che si può fare stasera, e non ha niente di eroico. Smettere di lasciare i propri risparmi dentro un perimetro dove ti tengono al livello più basso per scelta commerciale, e usare lo stesso strumento che loro riservano ai clienti che contano.
Non è un investimento. È rifiutarsi di essere il cliente scemo.
Il conto è intestato a te. Prelievo quando vuoi. Un consulente ti chiama prima di ogni operazione.
Quattro passaggi, dodici minuti
1. Registrazione. Si compila il modulo ufficiale di ValoreVivoAI: nome, cognome, email, cellulare. Due minuti. Non è richiesto nessun versamento in questa fase.
2. Chiamata del consulente. Arriva entro poche ore. Serve a verificare che tu abbia capito cosa stai per fare e a impostare il profilo. Se in questa chiamata qualcosa non ti torna, chiudi qui e non hai versato niente.
3. Attivazione del profilo con la soglia minima: 250 euro. Il conto è intestato a te. I movimenti li vedi dal tuo pannello, non te li racconta qualcuno al telefono.
4. La prova del prelievo. Consiglio nostro, non loro: dopo due settimane chiedi il primo prelievo, anche piccolo. Se i soldi tornano sul tuo conto, hai la risposta all'unica domanda che conta. Se non tornano, hai perso la cifra minima e hai imparato tutto quello che ti serviva sapere.
Le quattro domande che ci sono arrivate in redazione
«Non è una truffa?»
È la prima domanda giusta e chi non se la fa è imprudente. La risposta non è una rassicurazione, sono tre verifiche: l'indirizzo di ValoreVivoAI non compare tra i siti oscurati dalla CONSOB, il conto è intestato a te e non a un gestore, il prelievo lo puoi chiedere quando vuoi. Fai la prova con la soglia minima e chiedi un prelievo dopo due settimane. Nessun articolo può darti una garanzia migliore di quella.
«Ho 68 anni e con il computer sono un disastro.»
Serve un telefono e la capacità di rispondere a una chiamata. Il sistema esegue, tu non devi decidere niente sui mercati. Renato, quello dell'articolo, ha 67 anni e ha fatto tutto col figlio al telefono che gli diceva di stare attento.
«250 euro per me sono tanti.»
Sono tanti, e nessuno qui dice il contrario. Sono anche meno di una bolletta bimestrale del gas. La differenza è che la bolletta la paghi e non torna, questa cifra resta sul tuo conto e la puoi richiamare indietro.
«Perché la mia banca non me ne ha mai parlato?»
Perché non è nel suo interesse. È tutta la risposta e sta scritta nelle due pagine che Landini ha letto in diretta.
Partecipa alla discussione
Salvatore R.
Quaranta secondi di silenzio valgono più di due anni di comunicati. Non ha risposto perché non c'è una risposta.
Luciana P.
Io sono quella dei 611 euro. Non 75 anni, 71. Mi sono messa a piangere in cucina quando l'ha detto. Nessuno lo dice mai in televisione.
Marco T.
Signora, non è sola. Mia madre ne prende 640 e non lo dice a nessuno per vergogna.
Fabrizio D.
Sono bancario. Lavoro in filiale da diciannove anni. Il documento è vero e non serviva nemmeno leggerlo: chiunque di noi vi può dire che la segmentazione funziona esattamente così. Ce lo vieta il buon senso commerciale, non una circolare. Non firmo col nome intero e mi dispiace.
AGGIORNAMENTO (il giorno dopo):L'ho fatto vedere in pausa pranzo a quattro colleghi. Nessuno si è stupito. È questa la parte grave.
Giancarlo M.
Landini fa politica, non sindacato. Con questo teatrino i salari non aumentano di un euro.
Enza V.
Sono trent'anni che non aumentano stando zitti. Proviamo col teatrino.
Renzo B.
Il pezzo che mi ha ucciso: «il suo stipendio non ha bisogno di essere indicizzato, il suo stipendio c'è».
Antonella S.
Avevo scritto qui sotto due settimane fa che era la solita pubblicità travestita da articolo. Sono tornata perché mio marito mi ha rinfacciato per giorni che avevo ragione a diffidare. Ho versato la cifra minima per chiudergli la bocca.
AGGIORNAMENTO (dopo 3 settimane):Oggi ci sono 700 euro e qualcosa e ho fatto un prelievo di prova che è arrivato in due giorni. Non dico a nessuno di farlo. Dico solo che quello che ho scritto prima era sbagliato e mi tocca ammetterlo pubblicamente perché me lo sono cercata.
Nunzio C.
Ma un governatore può alzarsi e andarsene da una diretta concordata? Nessun altro lavoro funziona così.
Ivana L.
Pensione 780 euro, versato il minimo perché dopo quella frase sulla pensione minima non ci ho dormito.
AGGIORNAMENTO (dopo un mese):Oggi 1.240 in totale. Prelevati 300 la settimana scorsa, arrivati sabato. Mia figlia mi aveva fatto una scenata. Adesso vuole provare anche lei e le ho detto di aspettare che mi convinca del tutto io.
Pino Esposito
Il consulente che ha chiamato mi ha spiegato tutto senza fretta, e quando gli ho detto che volevo pensarci non ha insistito. Mi ha richiamato dopo cinque giorni come aveva detto. Onestamente non me lo aspettavo.
Vittorio A.
Mi dispiace ma io sono di quelli che diffidano per principio. Aspetto che qualcuno racconti come è andata dopo sei mesi, non dopo tre settimane.
Antonella S.
Giustissimo. Io scrivo di nuovo a novembre, promesso.
Rosaria Falcone
Avevo scritto che era una montatura per far parlare della piattaforma. Rimango dell'idea che il tempismo faccia comodo a qualcuno.
AGGIORNAMENTO (dopo 41 giorni):250 versati su ValoreVivoAI, 890 euro sul conto, prelievo arrivato. Le due cose possono essere vere insieme.
Domenico I.
Ho chiamato la mia filiale e ho chiesto esplicitamente se hanno un sistema di esecuzione automatica per la clientela private. Silenzio di sei secondi, poi «le faccio richiamare da un collega». Non mi ha richiamato nessuno.
Loredana M.
Prima settimana quasi niente, mi ero pentita e l'avevo scritto qui in modo isterico.
AGGIORNAMENTO (cinquantesimo giorno):Terza settimana si è mosso. Oggi 1.410. Chiedo scusa per il commento di prima, lo lascio lì perché è giusto che si veda.
Tassista_Firenze
Tassista, quindici anni al volante. Il gasolio quasi due euro, guadagno sempre meno. Quando ha detto «il suo stipendio c'è» ho dato un pugno al cruscotto. Registrato. 250. Vediamo.
In Onda · La7 ✓
Account ufficiale. Il video integrale del blocco resta disponibile nella sezione RivediLa7 del nostro sito. Non abbiamo ricevuto alcun provvedimento che ci imponga di rimuoverlo e non intendiamo rimuoverlo.
Salvatore R.
Bravi. Era l'unica cosa da fare.